A scuola di sogniSante Di Renzo
A scuola di sogni
(I rist. 1995)

Pagine: 112 - Prezzo: € 8.26
ISBN: 8886044127 - Anno di pubblicazione: 1993
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Una raccolta di interpretazioni di sogni raccontati per iscritto da ragazzi di una scuola media e approfonditi insieme a loro. Nei testi sono stati mantenuti tutti gli errori commessi nelle loro elaborazioni, ciò non soltanto per favorire una più immediata comprensione di quello che potrebbe essere chiamato il “testo reale”, ma anche per l’indubbio interesse rappresentato da certi errori, in virtù della loro capacità di veicolare significazioni allo stesso tempo profonde e dirette. L’errore di distrazione, come solitamente viene chiamato, acquista infatti un’indubbia dignità ermeneutica, nel senso che offre aperture ai nostri tentativi di interpretazione.

Nei sogni che ho cercato di raccontare e, soprattutto, di far raccontare, hanno continuato la loro non sempre compresa esistenza i conflitti, le aspirazioni, i desideri, le angosce, gli smarrimenti, la fatica nel costruire, difendere, vedere costantemente minacciata l'immagine di sé di quelli che un tempo furono i miei allievi. I sogni si sono così anche rivelati uno specchio di riflessione, un abbraccio di momenti di vita forse irripetibili. E si tratta di una irripetibilità consegnata a una memoria che ci trascende senza tradirci e che, comunque, pretende da noi o sembra pretendere da noi relazione e dialogo. Certo, tutti, dovremmo andare a scuola di sogni.

Tutti dovremmo vivere la nostra vita a livelli diversificati e viaggiare dall'uno all'altro godendo di quegli scarti, anche minimi, di quelle differenze, magari imprendibili per la coscienza dell'altro, che costellano le nostre esistenze e dovremmo forse imparare a coltivare anche nel segreto, nell'intimo, nel tesoro delle nostre solitudini, nelle improvvise eppure suadenti accensioni dell'anima. Il non vissuto del sogno esige accoglimento, sembra chiederci la grazia di un racconto e a sua volta il racconto appare, nei confronti del sogno, la forma adeguata d'ospitalità. Ma alle pagine che precedono sono consegnate esperienze alle quali molti altri allievi e molti altri ragazzi possono guardare nell' ottica della condivisibilità e di una non improbabile comunanza d'affetti. Non ho inteso certo proporre la mia iniziativa come modulo né tantomeno modello di didattica alternativa. Non era il discorso didattico quello che più mi premeva fare, per quanto i risultati da me conseguiti con i miei allievi mi convincano a sufficienza della bontà e della legittimità "pratica" del mio operato. Molto più interessante è stato constatare, a più riprese, il ripresentarsi e, anzi, l' insistere nei sogni di problematiche, come ho detto sopra, condivise dai giovani del nostro tempo, il loro persistente per quanto provvisorio dimorare in una terra di mezzo di impervia decifrazione, in un'area di sotterranee eppure visibili trasformazioni, in un contesto fatto di mille ambiguità e di sovrana provvisorietà.
Di gran lunga più stringente è stato leggere nei sogni che mi venivano consegnati dubbi e tormenti, emozioni e sentimenti relegati, forse, nella vita diurna, quella stessa che crediamo di vivere a un livello di presenza maggiore e persino di consapevolezza, a un relativo quanto veramente poco educativo anonimato.

Certo, tutti, dovremmo andare a scuola di sogni.

 

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